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Allenare il cervello alla regolazione affettiva: la chiave per il trattamento del trauma dello sviluppo

120,00

Date: 23-24 APRILE 2021

Orari: dalle 15 alle 18

Piattaforma Zoom.us

Traduzione simultanea in italiano

Accreditamento ecm: 6 crediti

Categoria:

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Descrizione

Trascuratezza e abuso durante la prima infanzia incidono su ogni principale sistema e struttura del cervello umano: dal tronco encefalico alla corteccia cerebrale, dal senso dell’equilibrio al senso del Sé (Lanius et al.). Queste ferite dello sviluppo vengono espresse a livello emotivo, comportamentale, cognitivo, fisico e relazionale.

A prescindere dall’interesse individuale rispetto alla possibilità di imparare a lavorare direttamente con il cervello, comprenderne il funzionamento può sicuramente aiutare i terapeuti a capire molto meglio i pazienti con un trauma dello sviluppo. A questo scopo, il primo giorno del corso offrirà ai partecipanti una serie di nozioni basilari, ma esaurienti, in merito al funzionamento – e al malfunzionamento – del cervello traumatizzato, soprattutto nell’ambito della regolazione affettiva.

 

Il dono del ricevere cure materne (e paterne) sufficientemente buone può essere considerato il dono della regolazione affettiva. La regolazione affettiva è una delle principali priorità del cervello; tuttavia, nei soggetti con storie di trascuratezza e abuso, le strutture cerebrali che supportano l’auto-regolazione potrebbero non essersi sviluppate o essere state significativamente danneggiate. Questi pazienti, sostanzialmente privati della figura materna, si presentano spaventati, se non completamente terrorizzati. Durante il secondo giorno del corso, saranno analizzati i collegamenti tra il cervello guidato dalla paura, il senso di privazione – pressoché onnipresente – della figura materna, nonché la vergogna e la rabbia che ne derivano. Inoltre, sarà presentato un approccio terapeutico efficace, basato sull’utilizzo del neurofeedback, finalizzato a silenziare il circuito cerebrale della paura e a favorire la regolazione affettiva. Questo specifico modello di trattamento prevede che il terapeuta ricopra il ruolo dell’Altro amorevole per il paziente e, al contempo, affronti la sua storia, si occupi dei dilemmi della vita quotidiana e dei cambiamenti a cui il paziente andrà incontro man mano che il suo cervello inizierà a regolarsi. Quando la paura si attenua, all’interno del paziente emerge un senso del Sé e dell’Altro: è a quel punto che la terapia diventa possibile.

 

Programma del webinar

 

PRIMO GIORNO (15:00-18:00, ora italiana). La ricerca neuroscientifica emergente sul trauma dello sviluppo: una panoramica user-friendly.

 

Obiettivi formativi

 

Al termine della prima giornata del corso, i partecipanti saranno in grado di:

  1. Individuare le differenze tra il trauma dello sviluppo e il PTSD.
  2. Descrivere l’impatto del trauma dello sviluppo su: le strutture e le reti cerebrali relative al funzionamento esecutivo; la rivelazione del livello di importanza e delle minacce; il senso del Sé.
  3. Comprendere il ruolo del cervello rettiliano nell’innescare e nel perpetuare reazioni traumatiche come la dissociazione, i flashback e la presenza di uno stato di paura e di reattività in sottofondo.

 

SECONDO GIORNO (15:00-18:00, ora italiana). Il cervello può imparare a auto-regolarsi: un’integrazione tra neurofeedback e psicoterapia.

 

Obiettivi formativi

 

Al termine della seconda giornata del corso, i partecipanti saranno in grado di:

 

  1. Comprendere il modello dell’attivazione (o arousal) alla base del neurofeedback.
  2. Descrivere approcci specifici relativi all’utilizzo del neurofeedback per attenuare la paura e la reattività.
  3. Descrivere il ruolo del terapeuta come “Altro amorevole” nell’integrazione tra psicoterapia e neurofeedback.

 

Il corso si articolerà in: sessioni teoriche, correlate da presentazioni PowerPoint; utilizzo di video; domande e risposte.

La docente

Sebern F. Fisher, M.A., autrice del libro “Neurofeedback nel trattamento dei traumi dello sviluppo” (Raffaello Cortina Editore, 2017).

Sebern F. Fisher è una psicoterapeuta specializzata nel trattamento con il neurofeedback. Lavora privatamente e si occupa prevalentemente di trascuratezza e abusi durante la prima infanzia. La sua modalità di intervento si focalizza sul cervello traumatizzato, il quale – se adeguatamente “allenato” – è in grado di imparare ad auto-regolarsi, a prescindere dall’età. La Dott.ssa Fisher ha tenuto svariati corsi di formazione sul neurofeedback, sia a livello nazionale che internazionale, sottolineando la necessità di integrare quest’ultimo con la psicoterapia. Il suo libro, “Neurofeedback nel trattamento dei traumi dello sviluppo”, ha aiutato i professionisti della salute mentale a comprendere in che modo il cervello di un individuo traumatizzato può innescare emozioni esplosive, pensieri irrazionali e comportamenti distruttivi. Quando, invece, il cervello impara ad auto-regolarsi, l’individuo è in grado di impegnarsi in modo significativo, sia all’interno del trattamento terapeutico che della sua stessa vita. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.SebernFisher.com.

 

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